L’ANSIA CHE DERIVA DAL DOVER PARLARE IN PUBBLICO

paura di parlare in pubblico
Ansia da public speaking

Perchè si ha paura di parlare in pubblico

Parliamoci chiaramente. E’ la paura di ognuno. Molti lo dichiarano apertamente. Altri fanno più i disinvolti. Ma una cosa accomuna tutti:

parlare in pubblico, mette apprensione

Ora bisogna chiarire due cose.

La prima è questa.

Tutti hanno “paura” di parlare in pubblico, perché è un’attività umana che mette in difficoltà chiunque. Non è un gioco di parole. E’ solo per sottolineare che, quando dico chiunque, intendo realmente qualsiasi persona: la casalinga, lo studente, il professionista, l’imprenditore, il manager, il salumiere sotto casa. Chiunque significa veramente ogni persona. Significa anche l’esperto nel parlare in pubblico. Che sia un professionista di questa arte, che magari insegna anche, o che sia solo una persona che, per esperienza e/o capacità naturali, ha una particolare attitudine ad essere ascoltato con piacere da più di un interlocutore contemporaneamente, anche Egli, nel momento iniziale di una performance, vive un momento di alterazione neurofisiologica che deve gestire. Chiaro che, la questione cambia da persona a persona.

Ma questo punto va fissato.

Nessuno è impermeabile a questa apprensione, la paura di parlare in pubblico può cogliere ciascuno di noi

Ora, qualcuno delle persone che legge potrà obiettare: “va bene, ma comunque, la necessità di parlare in pubblico riguarda un numero limitato di persone; coloro che, per lavoro o per una missione o impegno sociale, devono parlare al cospetto di più persone”.

La risposta è un’altra domanda: “ma siamo veramente sicuri di questo?” Perché, credo che sia capitato a moltissimi l’evenienza nella quale, in una cena con amici e/o parenti, ad un certo punto, magari perché eravamo il festeggiato di turno o per qualsiasi altra ragione ci è stato chiesto o, addirittura, siamo stati costretti a fare il famoso “brindisi”, con tanto di calice elevato e, possibilmente, con un bel discorsetto che, per quanto breve, generasse uno specifico effetto.

O, magari, a molti altri sarà capitato di voler raccontare una barzelletta anche a pochi amici, ma essere in apprensione per il rischio di non determinare, al termine del racconto, il naturale esito di una barzelletta ben raccontata: una grassa e collettiva risata.

E potrei continuare con gli esempi. Fare un esame all’università oppure essere interrogati a scuola (anche se, in questi ultimi due casi, mi rendo conto si ritenga naturale pensare che la causa dell’apprensione sia determinata dalla necessità di rispondere alle domande e di farlo in maniera corretta).

E cosa sono questi, se non esempi di situazioni in cui bisogna parlare in pubblico e, aggiungerei, situazioni nelle quali l’elemento, che aumenta il coefficiente paura, è il desiderio o la necessità di ottenere un determinato effetto sul pubblico?

Ora, se cominciate a ragionare in questa prospettiva Vi accorgete che, non solo le occasioni in cui ognuno di noi è chiamato a parlare in pubblico, nella vita, sono molte di più di quelle che, apparentemente, si può immaginare; ma che, probabilmente, ognuno di noi, in qualcuna di queste circostanze, avrebbe voluto essere in possesso di capacità comunicative funzionali a raggiungere, appunto, il famoso effetto desiderato.

Ne consegue che, non solo parlare in pubblico è un’attività che mette ansia, ma ogni persona, nella sua vita, si è trovato o si troverà, quasi certamente, nella situazione di desiderare di essere un valente oratore.

Questa, come accennato in introduzione, era la prima cosa da chiarire. Non so se è complessivamente una bella o una brutta notizia. Suppongo, però, che per molti sia una notizia.

Ma passiamo alla seconda cosa da chiarire.

Se tutti, prima o poi, sono chiamati a parlare in pubblico, ognuno. con la giusta strategia e in funzione delle esigenze, può diventare un grande oratore o, comunque, un comunicatore efficace in pubblico.

Dicevo, con la giusta strategia.

In realtà, con la giusta strategia, si può fare qualsiasi cosa

Con la giusta strategia ed il giusto tempo, si può diventare pazienti, se non lo siamo, si può imparare a fare qualcosa che pensiamo non essere nelle nostre corde (“non portato per …” è la frase più usata), si può diventare abili seduttori o ballerini, o cantanti; si può imparare a gestire la sudorazione, l’emozione e, non in ultimo ….., si può diventate ottimi oratori.

Parlare in pubblico
Parlare in pubblico

Dicevo la giusta strategia ed il giusto tempo. Il giusto tempo è riferito al fatto che, ognuno di noi è unico e inimitabile. Per cui, ognuno ha delle caratteristiche, delle capacità o delle attitudini. E, dunque, ognuno ha un punto di partenza che lo rende più o meno vicino, rispetto all’obiettivo che si propone.

Inoltre, la quantità di tempo è influenzata anche dalla scelta della strategia. Ci sono metodi più veloci e metodi più lenti. E, poi, certi metodi vanno bene per alcune persone, meno bene per altri.

Ma, al netto di tutte le differenziazioni che possiamo fare, rimane un dato che è la notizia. Tutti possono riuscire a raggiungere qualsiasi cosa vogliano, con il giusto approccio e la giusta dedizione di tempo. Dunque, chiunque può, non solo imparare a parlare in pubblico, ma imparare anche in modo da risultare un grande oratore, un oratore che convince le folle o, comunque, sempre in funzione delle specifiche esigenze e dell’obiettivo che si propone, imparare a destreggiarsi con successo, nelle occasioni in cui deve prendere la parola e determinare un certo risultato al cospetto di più persone.

Dicevamo appunto, ci sono diversi modi per ottenere tutto questo. Ancora una volta la scuola a cui mi rifaccio propone un modello ed un metodo di apprendimento. Come sempre, però, è solo una delle strade perseguibili. Nel mondo ci sono diverse scuole e diversi modelli da seguire. Alcuni possono diventare bravi oratori anche solo con l’esperienza, cioè cimentandosi nel parlare in pubblico, senza seguire corsi o leggere manuali, ma sperimentando e verificando quello che funziona e quello che non funziona.

Il modello nel quale mi riconosco e che condivido con i miei colleghi ha la caratteristica di essere flessibile. Cioè, esso può essere recepito e applicato da chiunque e in funzione di qualsiasi esigenza. Dunque, chi segue il nostro modello, chi viene ai nostri corsi recepisce tecniche, le personalizza e le applica, a prescindere da chi è, a prescindere dalla ragione per cui ha deciso di imparare a parlare in pubblico, a prescindere dai contenuti che deve erogare.

I punti di forza del nostro modello sono sempre gli stessi: un corretto inquadramento del fenomeno e un’applicazione già in apprendimento delle tecniche.

Mi piace chiudere questo articolo dando un esempio di corretto inquadramento del fenomeno. Appare evidente, da quanto ho scritto fin qui, che parlare in pubblico determina, nelle persone, una certa paura; volendo dare a questa paura una definizione più tecnica la potremmo definire, con una sfumatura inglese che ci fa assumere un certo tono, “ansia da public speaking”.

Ora, molte paure sono determinate dal fatto che non si conosce l’origine delle stesse. Come dire, la paura alimenta se stessa.

Ma già capire quali sono le fonti dell’ansia da public speaking, aiuta a prendere confidenza con la stessa e indirizza verso la strada della sua gestione.

E allora, da che cosa deriva l’ansia nel parlare in pubblico? Le cause possono essere molteplici, ma sono facilmente sintetizzabili in questo elenco:

  • Paura di non essere preparati

  • Paura di non ricordare

  • Paura di non saper esporre

  • Paura di essere giudicati

  • Paura di non riuscire a convincere

Non è questa la sede, per approfondire ogni aspetto. Penso che ogni lettore possa rintracciare la sua o le sue cause di ansia nel parlare in pubblico.

Ognuno potrà, per esempio, ritornare con la mente alla volta o alle volte in cui ha avuto difficoltà nel parlare al cospetto di altre persone e potrà capire il perché è successo. Alcuni potranno scoprire che, in certe circostanze, la causa è stata una specifica, per esempio, l’aver paura di essere giudicati un certo modo dalle persone che ascoltavano, altre volta, invece, la causa derivava dal fatto che non ricordava esattamente quello che avrebbe dovuto dire. E così, ad andare.

Ora, sono certo che molti di Voi, già solo leggendo questa ultima parte dell’articolo, avranno sentito qualche lampadina illuminarsi nella testa. Qualcuno si starà dicendo:

Ecco perché quella volta ho fatto un discorso così deludente; ecco perché mi sono sentito così impacciato e modificato

o pensieri similari.

Bene, considerate che, già solo una considerazione di questo tipo, maturata nella vostra testa, potrebbe risultare essere un primo passo verso l’apprendimento; verso un obiettivo che, magari, fino a qualche secondo fa, alcuni di Voi ritenevano non alla propria portata: diventare grandi oratori.

Come ho detto, ognuno può riuscire a fare qualsiasi cosa, con la giusta strategia ed il giusto tempo. Per alcuni, la corretta metabolizzazione di quanto ha letto in questo articolo, potrebbe essere stato l’imbocco della giusta strategia.

E’ il primo passo. La strada è davanti a Voi.

Berardo Berardi

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Testimonianze

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6 Risposte

  1. […] Parlare in pubblico corso gratuito roma from corsigratuitiroma Qualunque sia la casistica in cui ci si riconosce (personalmente le mi riconosco i tutte o quasi) la buona notizia è che con le giuste tecniche è possible agire sulle cause dell’ansia da public speaking per prendere consapevolezza dei propri mezzi, superare i propri limiti e tenere un disconso publico memorabile. Proponiamo anche un interessante articolo proprio suL TEMA ANSIA DA PUBLIC SPEAKING […]

  2. alex
    | Rispondi

    Behh io ho appena lasciato un commento sul mio Blog con link a questo post… anche per ringranziare pubblicamente i visitatori del blog… grazie ragazzi!

    • tizianopitisci
      | Rispondi

      Grazie Alex per la tua testimonianza!

  3. natale
    | Rispondi

    chiedo informazioni sul prossimo corso e costi.saluti

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